Beni, impianti e servizi che appartengono a tutti i proprietari delle unità di uno stabile. Quando subentra l’uso esclusivo e quali regole li disciplinano.

Si parla spesso di agevolazioni fiscali sui lavori da effettuare per sistemare un immobile. Tra i più recenti – e i più importanti – il superbonus del 110% per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Alcuni di questi benefici interessano quelle che vengono chiamate le «parti comuni di un edificio». Si presuppone che si stia parlando di un luogo con più unità immobiliari in cui ci sono degli spazi al cui accesso hanno diritto tutte le persone che vi abitano. Esattamente, però, in un condominio, quali sono le parti comuni dell’edificio?

Si può pensare subito alle scale, all’ascensore, alla facciata esterna, al cortile. Ma ce ne sono tante altre da considerare. Parti comuni che spesso sono motivo di litigio tra i condòmini. Vedi, ad esempio, il caso della bicicletta lasciata nel giardino condominiale, dell’auto di un amico di quello del terzo piano che è venuto a cena e ha parcheggiato dove non doveva intralciando il passaggio dei vicini di casa, ecc. Quindi, oltre a sapere in un condominio quali sono le parti comuni dell’edificio, non guasta sapere come vengono disciplinate. Non solo per quanto riguarda le norme del quotidiano vivere, ma anche per quelle relative ad eventuali lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria che possono interessare tutto il vicinato.
Vediamo.

Fonte: La legge per tutti| 18 Settembre 2020 | Autore: