La sostituzione per il salto di classe energetica deve essere deliberata con il sì di tutti i proprietari interessati. Che succede se uno non è d’accordo.

Stando a quanto stabilito dal decreto Rilancio, i lavori che danno diritto al superbonus del 110% in condominio devono ottenere il via libera dall’assemblea «con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio». Ma non sempre è così: ci sono, infatti, degli interventi che necessitano l’approvazione all’unanimità ed altri, invece, in cui l’assemblea non ha alcun potere decisionale, poiché l’ultima parola spetta ai singoli condòmini.

È il caso, come spiega nell’edizione di questa mattina Il Sole 24 Ore, dei requisiti per ottenere il salto di classe energetica necessario per accedere al superbonus. Buona parte dei condomini italiani appartengono alla classe G, il che significa che in molti casi potrebbe non essere sufficiente la realizzazione del cappotto termico ma si renderebbero necessari altri lavori, come la sostituzione degli infissi delle unità immobiliari per migliorare l’edificio di almeno due classi energetiche.

Decidere di fare quest’ultimo intervento, cioè la sostituzione degli infissi, spetta al proprietario esclusivo del singolo appartamento e non all’assemblea condominiale. Nel senso che l’approvazione di tale lavoro deve essere deliberata solo con il voto a favore di tutti i proprietari interessati. In altre parole, ci vuole l’unanimità.

Come abbiamo già spiegato in altre occasioni, c’è anche la possibilità che chi non vuole effettuare la sostituzione degli infissi non faccia nemmeno entrare in casa sua il tecnico incaricato di fare i rilievi per il calcolo energetico dell’edificio. In questo caso, il condominio si vedrebbe costretto ad agire in giudizio per avere un procedimento di urgenza con cui difendere il proprio diritto di eseguire i lavori deliberati per l’efficientamento energetico dello stabile.

Fonte: La legge per tutti| 18 Settembre 2020 | Autore: