Più volte, l’Agenzia delle Entrate nel passato aveva espresso l’ipotesi della possibilità di poter usufruire del Sismabonus 110% per gli interventi realizzati attraverso lavori di demolizione e ricostruzione con ampliamento, inquadrabili come ristrutturazione edilizia ai sensi dell’articolo 3, comma 1 lettera d) del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001). 

Questo il motivo delle modifiche introdotte dal Decreto “Semplificazioni” del 2020. Gli interventi di ristrutturazione edilizia comprendono i lavori di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planovolumetriche e tipologiche. Il Testo Unico consente inoltre, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente e dagli strumenti urbanistici comunali, gli incrementi di volumetria anche per promuovere la rigenerazione urbana. In questo caso, quindi, vengono agevolate tutte le spese sostenute per l’intervento, sia quelle riferite alla volumetria preesistente, sia quelle relative alla parte ampliata.

Come spiegato nella Circolare 7/E/2021, contenente chiarimenti sul bonus ristrutturazioni, se la ristrutturazione viene svolta in assenza di demolizione dell’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione compete solo per le spese riferibili alla parte esistente poichél’ampliamento si qualifica come nuova costruzione. L’Agenzia ha illustrato che le novità introdotte nel 2020 dal Decreto Semplificazioni valgono infatti solo per le ristrutturazioni realizzate con demolizione e ricostruzione dell’edificio. Se l’edificio esistente non viene demolito, l’ampliamento non può rientrare nell’intervento di ristrutturazione e, classificandosi come nuova costruzione, non gode di alcuna agevolazione.

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